Descrizione
1953, inizia la magia del Torneo dei Caffè. E' stato un avvenimento esaltante per il paese, una festa, un incontro, causa di discussioni continue. Dal 1950 a Vezzano, poi a Reggio E. al Mirabello, hanno inizio questi tornei estivi ai quali hanno partecipa. - to anche giocatori di serie A e serie B. Sulla scia di questo successo Cavriago è stato uno dei primi paesi ad effettuare tale torneo, riservato ai frequentatori dei caffè di zona. Il torneo ha inizio nei mesi di giugno e luglio, la domenica pomeriggio, q. - uando i campionati sono fermi. Da subito, si accende un grande interesse attorno al torneo, che divide il paese in fazioni, in base alla frequentazione propria, del padre o del fidanzato e, non ultima, l'estrazione politica, come per il caffè della Coope. - rativa, denominato " Falce e Martello" o quella de Gran Pino, del prete; quest'ultima prende subito l'appellativo di "Figli di Maria " e proprio fra questi due caffè si svolse l'infuocata finale, vinta dalla Cooperativa per 2 a 1; il gol della vittoria fu. - segnato a tre minuti dalla fine da una prodezza di Burani, su punizione, sotto un temporale violento, come riportato dall'Unità; lo scontro fu epocale e riconducibile aln Film di Guareschi: Peppone e Don Camillo ed ancora oggi, per strada, a Domenico Bon. - ibaldoni, portiere del Pino, fanno "Miao" in segno della "gatta" fatta in occasione di quella partita. I caffè partecipanti sono: il Buenos Aires, condotto dalla famiglia Simonazzi, frequentato per lo più da negozianti; la Coop gestito da Acerbi e poi dal. - la Zani, frequentato da operai, contadini e giovani del paese; il caffè Prosper (poi Centrale) gestito da Jacci; il Garibaldi della Pàpi e di Schìss " Enzo Fontanili", frequentato dai colombofili. Qui è obbligo raccontare un anedoto, Ficarelli Massimo, po. - rtiere, subì un gol perchè, invece di guardare lo svolgimento della gara seguiva il volo dei colombi mentre difendeva la porta porta del caffè Garibaldi. Il Gran Turco di Burani Giovanni frequentato dai bocciofili; il leone di Pindo ex locanda della "Pran. - da"; il Gran Pino condotto dalla famiglia Sacchini, conosciuto come locale del prete Don Remo, frequentato dai contadini, impiegati e studenti, D.C d.o.c.; poi la Villetta, il caffè Pratonera. Da sx: Camellini Ivo, Ferrari Ivo, Morini Silvano, Tedeschi G. - ianni "Machinina", Burani Leopoldo "Poldein", Piccinini Armando, Canapini Renzo "Nemesio", Melli, Ghinolfi Visno, Pioli Gaddo, Borghi Graziano, Ragni Aves, Pescarossa Alberto.