Descrizione
Nel 1958, la Polisportiva cavriaghese, non disputò certo un bel campionato; nelle ultime giornate erano venuti a mancare i così detti "esterni", stanchi di non essere pagati ed essere ultimi in classifica. Si pensò bene così, di rinforzare la squadra con . - innesti mirati e di provata fede, cioè quei quattro elementi fra il pubblico che, nonostante i cattivi risultati continuavano a seguire la squadra, sia in casa, sia in trasferta. Qui finisce la storia ed inizia il mito: narrano i ben informati che, alla f. - ine del primo tempo, la squadra era sfiduciata e stanca; nell'intervallo alla bottiglia di caffè che era in uso consumare per scaldarsi un po', qualcuno aggiunse una forte dose di simpamina, la "bomba" di allora, già sperimentata nel ciclismo. Si narra e . - qualcuno della squadra lo ha confermato, che il secondo tempo fu un vero assalto alla porta avversaria e che le gambe " andéven sé fort che tochéven mia téra". La sorpresa fu per Figò(n) che della bottiglia scolò il " fisso" e volle correre fino a casa ca. - ntando e "sbraitando" e non si riusciva più a fermarlo. Nonostante i supporti chimici si arrivò ultimi ugualmente, ciò dimostra che era meglio farsi un più salutare grappino. Da sx: Ninéto, Figò(n), Iéma, Romano, William, Petcci, Ginì(n), Silvano, Betlemm. - e,Gioiél, Verter, Aligi, Tilio, Fabbrico.